Francesco Zero di Paolo Curtaz racconta la figura di san Francesco d'Assisi non come un personaggio storico distante o una figura devozionale cristallizzata nel tempo, ma come una presenza ancora capace di interrogare il nostro presente. Il "frate piccolino" diventa così un uomo radicale, essenziale e sorprendentemente contemporaneo.
Per questo progetto ho scelto di allontanarmi dall'iconografia francescana più prevedibile, spesso legata alla ricostruzione storica o alla rappresentazione agiografica. L'obiettivo era mettere in scena il dialogo tra il messaggio di Francesco e il mondo di oggi.
La composizione nasce dall'incontro di due dimensioni temporali. Da un lato la figura del santo, costruita con il linguaggio visivo dell'affresco e della pittura murale medievale; dall'altro uno skyline contemporaneo che richiama la città moderna, luogo delle contraddizioni, delle solitudini e delle sfide sociali a cui il messaggio francescano continua a rivolgersi.
L'architettura che incornicia la scena funziona come una soglia simbolica tra passato e presente. Francesco non appartiene a un museo della memoria: attraversa idealmente il tempo e si affaccia sul nostro mondo. La sua figura, posta in movimento e orientata verso la città, suggerisce una presenza viva, ancora capace di incontrare l'uomo contemporaneo.
Anche la scelta tipografica contribuisce a questo dialogo. Il titolo, costruito con un carattere alto, essenziale e fortemente contemporaneo, contrasta volutamente con il linguaggio pittorico dell'immagine, rafforzando il concetto di una spiritualità che continua a parlare nel presente senza perdere le proprie radici.
L'intero progetto è stato sviluppato per evocare una domanda: cosa accadrebbe se Francesco camminasse oggi tra le nostre città?
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