In un’epoca in cui l’Intelligenza Artificiale ridefinisce i confini dell’identità, della responsabilità e della dignità umana, Habeas Corpus affronta una domanda radicale: cosa significa oggi “essere persona”, quando il nostro corpo si estende nello spazio digitale attraverso dati, profili e tracce algoritmiche? Il libro propone una riflessione che intreccia filosofia, diritto e tecnologia, riportando l’uomo al centro del dibattito sul futuro.
Federico D’Annunzio, nipote di Gabriele, eredita una sensibilità culturale che attraversa i linguaggi e li rilegge in chiave contemporanea. Il suo sguardo coniuga pensiero critico e visione sistemica, traducendo questioni complesse in una narrazione accessibile ma profonda.
La copertina interpreta visivamente questo snodo concettuale attraverso l’immagine di un feto immerso in una matrice digitale. Il corpo umano, colto nel momento originario della nascita, è attraversato da circuiti, dati e flussi binari: metafora di una nuova antropologia, in cui l’identità prende forma simultaneamente nel biologico e nel tecnologico. La scelta cromatica fredda e immersiva, dominata dai blu, rafforza l’idea di un ambiente artificiale avvolgente, mentre la tipografia luminosa dialoga con l’immagine.
Back to Top