Identity under construction (self portrait)
Capita che, dopo tante consegne, io mi conceda qualche divertissement. Stavolta ho deciso di esplorare la mia identità, perennemente under construction: un non-finito che abita nello spazio che esiste tra i primi segni su un foglio bianco e l’opera compiuta. Questo autoritratto nasce dall’illustrazione della mia fisionomia attuale e dalla decostruzione tipografica del mio nome, trasformato in segno, struttura e materia visiva. Il lettering non è pensato per essere letto in modo immediato, ma per abitare l’immagine come una trama identitaria: affiora nello sfondo, attraversa il volto, diventa parte della pelle e della costruzione del ritratto. Il linguaggio richiama una certa estetica degli anni Settanta — periodo a cui appartengo anagraficamente — riletta però in chiave contemporanea. Ne nasce un’immagine sospesa tra manifesto, icona personale e ritratto interiore. Il volto diventa luogo di sedimentazione: memoria, mestiere, segni, tempo e identità convivono sulla stessa superficie. La